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Io e Proust

Devo il mio primo incontro, decisivo, con Proust ad una semplice frase buttata là da una amica (che ricorderò sempre con tantissimo affetto) durante una cena fra amici. Una frase dall’apparenza banale, ma che sondava la mia psicologia con quell’occhio perspicace che ho poi ritrovato in poche persone, la frase, semplice ed incisiva era “Tu dovresti leggere Proust”. Embè, risposi io, con la mia solita diffidenza verso chi vuole guidare le mie scelte, per quale motivo; motivi non ce n’erano fu la risposta della mia amica, solo dovresti leggerlo perché così è. Questa proposta mi sembrava davvero incomprensibile, solo dopo, con gli anni e svariate letture della recherche, ho capito, che chi ha letto, e soprattutto amato Proust, riconosce in un istante un animo predisposto a condividere questo grande amore. Comunque, questa idea era giunta e senza che veramente me ne accorgessi si mise in un angolino della mia mente, ogni tanto baluginava, poi tornava nell’ombra. Dopo vari mesi, durante un folle giro di shopping natalizio, vidi i quattro bellissimi volumi blu, nel loro cofanetto “Alla ricerca del tempo perduto” nella collana I Meridiani, una nuova edizione completamente tradotta da Giovanni Raboni; infatti, sino a quella edizione in Italia era stata pubblicata con traduzioni di varie persone ma mai una sola mano per tutta l’opera. La scintilla era scoccata, entrai e mi feci fare una bella confezione regalo con carta, fiocco e ammennicoli natalizi vari.
Natale era finalmente arrivato, dopo il solito, rituale pranzo, fatto di eccessi e buoni propositi ancor più eccessivi, restava sotto l’albero ancora un pacchetto, che nessuno aveva aperto, attesi di essere solo e aprii quello che doveva essere il più bel regalo che avessi potuto fare alla mia vita. Nel silenzio pomeridiano della casa natalizia cominciai a leggere, o meglio, la recherche cominciò ad avvolgermi, cominciò quella fusione di un pezzetto del mio cuore, uno della mia mente e Proust. Era il 1993, e non sto ad aggiungere quanto e come da quel momento il legame fra me e Proust è continuato a crescere.

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