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Decadence e gli altri |
Loro, gli avevano detto di sparire, di stare zitto: non poteva continuare ad elogiare la decadenza, a loro non piaceva. Eppure lui sapeva di avere ragione, gli altri, le cui voci si affastellavano nella sua mente mentre tentava di riposare, gli dicevano che aveva ragione, di non demordere.
Una mattina, dopo una notte in cui gli altri gli avevano urlato nella mente con più foga del solito, era andato a cercare del cioccolato, ma loro, che amavano le cose dolci, gli avevano dato quello che aborrivano: del cioccolato nero e molto amaro. Appena rimasto solo decise di addolcire questo cioccolato mischiandolo con acqua, burro e zucchero, piano piano su di un fuoco molto molto dolce. Nel frattempo loro gli urlavano che se ne doveva andare, e gli altri urlavano nella sua mente che invece doveva restare, dimostrare a tutti che la decadenza sarebbe stata dolce ed ambita da tutti.
Mentre tutte queste voci urlavano in silenzio o a gran voce, si mise a sbattere energicamente delle uova e dello zucchero e vi unì il cioccolato fuso; loro gli diedero del pazzo: non si era mai visto mettere il cioccolato caldo nelle uova montate!
E fu così che mise tutto in forno per un'ora esatta: 60 minuti, la perfezione matematica.
Al termine dei sessanta minuti la torta era come un bellissimo soufflè ben gonfio, ma appena tolta dal forno ricadde su sé stessa afflosciandosi.
Tutte le voci fecero un'esclamazione di stupore e borbottando che era proprio pazzo se ne andarono...
Qualche ora dopo quando il tumulto si fu placato potè gustare in pace la decadenza del suo cioccolato, decadenza tanto sublime quanto osteggiata.