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Gamberi |
Arrivò dal mare, un mattino, uno straniero dagli occhi buoni e dal sorriso triste; non parlò con nessuno ma si mise a sgusciare dei gamberi per farli marinare con aglio e basilico, poi mise i gusci dei gamberi in una pentola d'acqua a bollire piano prima di mettersi comodo a fumare la pipa e guardare il cielo. Quando, dopo qualche ora, lo stridìo dei gabbiani lo svegliò fece stufare molto adagio delle carote con poco olio, unendo poca acqua per volta finchè le carote furono morbide, allora le ridusse a purea con cardamomo e chiodo di garofano in polvere, e, unendo poco per volta il brodo di gamberi, ottenne una crema liscia e morbida. Fu sul fare della sera che fece saltare a fuoco vivace dei chiodini ben lavati per poi unirvi i gamberi coperti di semi di sesamo, fece cuocere con vigore e versò tutto in una ciotola sul cui fondo riposava la crema di carote.
Al mattino se ne era andato, come sempre succede, ma la gente, quando arriva la stagione dei chiodini, sempre parla di lui col rammarico di non avergli neanche chiesto come si chiamava.