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Lumache

Una sera, sul lucido parquet di una milonga scintillante, anche se un po' periferica, fece la sua apparizione una strana coppia di ballerini. Lei così seria e flemmatica, con un vestito a strane volute sembrava una bella lumaca. Lui pallido come una candela di sego, anzi come un bel trancio di lardo ben stagionato, e con quella bella cravatta color sedanorapa con pois di dragoncello. Eppure si vedeva che si amavano da sempre e allora perché non immortalare quell'unione di due persone così diverse ma così intimamente unite, ricreando la loro armonia su una tavola imbandita...
Immaginiamoci lei, e tante come lei, ben pulite dai gusci e lentamente stufate con del buon marsala e dragoncello fresco; quindi, appena cotte, intiepidite all'aria invernale per poi essere abbracciate ed avvolte strettamente in fette di lardo, e finalmente, così amorevolmente avvinte, poste a riposare in ghiacciaia.
Intanto il nostro ballerino di tango ci avrà donato il sedanorapa - con cui aveva tinto la cravatta - per essere bollito, quindi frullato unendo del caldo e buon brodo di pollo. Ora tutti pronti ad ammirarli di nuovo sulla pista da ballo; la crema di sedanorapa ben calda, le lumache in forno finchè il lardo si fa trasparente.
E per il gran finale poniamo la crema nelle fondine in cui adagiamo le lumache e una bella manciata di dragoncello fresco. Olè.

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