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Fa sempre uno strano effetto tornare a casa dopo un viaggio, soprattutto se si parte da un paese caldo e inondato di sole e si arriva in una nebbiosa città. Sul taxi, nelle affollate vie cittadine, tornando verso il familiare portone ricordo quella misteriosa luce nei suoi occhi mentre mi dava quello strano dono: semi. Di coriandolo, cumino, sesamo, oltre ad una arancia e delle stecche di cannella, i profumi e i colori della sua terra.
In casa tutto come al solito, la segreteria che lampeggia impaziente ma che sa aspettare, il lavandino che, gocciolando, ticchetta la solitudine e il frigo desolatamente vuoto, come la dispensa da cui occhieggiano un barattolo di miele e dello sciroppo d'acero….. non è tutto, anche una bottiglia di vino mezza bevuta chissà quando ma ormai diventata aceto a sottolineare l'amarezza del ritorno. Quando ai brontolii dei ricordi si uniscono i brontolii dello stomaco non c'è la voglia né il tempo per il solito ristorante, meglio rovistare nel congelatore. Ed ecco mezza anatra rigida e coperta di ghiaccioli, fredda come la brutta serata, ma che sembra ammiccare e suggerire che i ricordi servono anche a riaccendere il buonumore e rivivere bei momenti.
Dopo che l'anatra si è scongelata posso dividere il petto dalla carcassa e buttare quest'ultima nel forno, le spezie donatemi dall'amico lontano possono riportarmi su una spiaggia assolata, ma vanno scaldate fino ad essere tostate, e macinate fini fini a simboleggiare la sabbia di un luogo magico; metà di esse vanno a raggiungere le ossa dell'anatra, come per un magico rituale, a cui unisco l'oro del miele e il bruno sciroppo d'acero, poi rimetto tutto in forno, così come trattengo la mia mente su un particolare struggente.
Il miele è come i pensieri, dolce, lento, avvolgente ma non va scaldato troppo altrimenti si fa amaro e scuro, per cui appena comincia a sobbollire lo bagno con un po' di quel vino fattosi aceto e a piene mani vi spremo il dolce di quell'arancia simbolo del sole, ricordo di un tramonto. Sul fornello unisco due bicchieri di acqua e bollendo adagio questa miscela diventerà denso sciroppo, come i sogni della sera. Filtro tutto ed ecco concentrati i miei ricordi: la magia delle spezie, l'oro del miele, il sole dell'arancia.
Sul petto dell'anatra spalmo sale e l'altra metà delle spezie, rosolo da entrambi i lati per una decina di minuti, quindi l'affetto e la dispongo in un piatto caldo. Sull'anatra affettata calda e rosata come un pensiero che non si può pensare ma solo esprimere con lo sguardo, verso il nettare in cui ho distillato i miei ricordi in equilibrio perfetto coi sogni.